Punto Acquatico: Che rana, ragazzi!

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Copyright foto: DeepBlueMedia per Federnuoto

Se c’è un tema, quello sicuro arriva dalla rana. E che rana, da duecento metri, con una targa e una freschezza giovanile che porta indietro e proietta nel futuro.

La tradizione è quella che porta al Piemonte di Domenico Fioravanti, esattamente 22 anni fa, erano le olimpiadi di inizio millennio a Sydney. La rana azzurra si faceva bella, anzi bellissima, cambiava la storia di questa disciplina.

E dal Piemonte, come fosse una tradizione di scuola e generazione arrivò poi un certo Loris Facci, anche lui veloce e velocissimo campione dal dna cristallino.

Oggi, nella vasca corta di Riccione che si apre alle qualifiche del mondialino corto in Australia, si manifesta un torinese, un altro gigante in prospettiva, predestinato. O almeno dalla classe natatoria che esce senza scrupoli verso nessun tempo che possa reggere al confronto di nessuno così giovane: Gabriele Mancini, anno 2002 da Torino, aveva due anni davanti al televisore che esaltava il corregionario Fioravanti, e venti anni dopo esalta la sua struttura possente come da classica tribù ranistica, stampa un più che brillante 2’04”77.

Beato il suo allenatore Satta, lo stesso del “Mire” Miressi. Un po’ distante il Mancio, ma solo dal tempo limite di Melbourne, ma molto chiaro per chi capisce o cerca di capire se il giovanotto dalle gote rosse- per l’emozione- potrà essere un protagonista. Personalmente credo di sì, mi esalta anche solo il pensarlo, con l’autostrada ranistica che ha davanti.

Le caratteristiche ci sono tutte, dalla nuotata al modo di affrontare questa prima gara dal segnale decisamente importante. Segnali, e che segnali a piede di martello. La solita tribù, con nuovi arrivi. Che rana, ragazzi, nuoto italiano che sforna continui assaggi di gloria.

E che buona acqua che sforna emozionanti nuovi fenomeni.

 

zicche@swimbiz.it

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