A proposito di Michael

Il punto acquatico - L'editoriale del direttore Christian Zicche

Il commento del direttore: Sponsor e rientri. Analisi tra lo showbiz oltre la vasca e il marketing sportivo di un già pimpante Michael Phelps…

Michael Phelps, ancora e sempre lui, by the way: “Mangiare, dormire e nuotare è tutto quello che so fare”, marchio di fabbrica di un atleta dai numeri incredibili, atleticamente parlando, numero uno su tutto e tutti nello sport made in World, ma anche oltre dalle parti di Marte, al caso si iniziasse a nuotare anche lì e gli americani di sonda scoprissero l’acqua. Ventidue medaglie olimpiche, 18 di oro, 8 in una botta sola Olimpica, Pechino 2008. Risultati da numero uno, dati alla mano, che ormai tutti conoscono. In un crescendo anche di guadagni, a intermittenza nel caso di specie. Qui certamente il peso dello showbiz extra vasca ha pesato in modo negativo sul Kid di Baltimora, che avrebbe certamente monetizzato molto di più di quello che in realtà qualche rivista su internet definisce e quantifica come un patrimonio personale di più di 200 milioni di dollari. Nella lista top degli sportivi più pagati (nel nuoto non c’è paragone con nessuno, avvicinato solo sul “tecnico” dagli orientali Park e Hagino), forse Phelps avrebbe preso qualche “medaglia” e posizione in più se le vicende personali negli anni (guida in stato di ebrezza con relativi processi e azzardate fumate di sostanze proibite) non avessero inciso sulle scelte strategiche delle direzioni marketing delle aziende che ovviamente decidono, e giudicano, oltre il risultato marziano della vasca. Ma quanto vale oggi Michelino da Baltimora? Tanto, tantissimo dal punto di vista mediatico, soprattutto in previsione del ritorno alla competizione con l’idea meravigliosa di Rio 2016, in stand by per quanto riguarda l’interesse dei grandi gruppi che lo potrebbero accompagnare nell’avventura olimpica da spettacolare trentenne. Intanto un bel colpo l’ha fatto l’italiana AquaSphere che a Monaco ha presentato il binomio tecnico col pimpante americanone. Ma se Michael fosse un’azione acquatica, versante quanto varrà il mito fra un anno, certo le valutazioni dovrebbero tener conto di più fattori. Per renderlo ancora una blue chip mondiale tra gli sportivi e i nuotatori in particolare. Sarà il rientro di aprile a dare le prime indicazioni sulla condizione di SuperKid, certo che saltare i mondiali di Kazan prossimi (per blocco della Federazione americana) ha già di per sé un primo limite da vetrina mondiale. Ma tutto si resetterà e ripartirà per il volo brasiliano, nei tempi e nei modi che saranno solo nelle sue braccia e nella sua testa. Solo se Michael farà tesoro e andrà dritto senza incidenti di percorso varie ed eventuali. Non è certo una palpatina a una starlette di turno a rovinare l’appeal, lo showbiz sportivo però ha degli evidenti limiti oltre i quali non si può andare. Risultato evidente? Mister Phelps è un sorvegliato speciale dagli uomini del marketing. By the way, il Cannibale potrebbe rigonfiare, oltre alla bacheca dei trofei, il conto in banca.
 
zicche@swimbiz.it

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